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I percorsi educativi, appositamente elaborati dal CEA
“Sergio Romagnoli” di Jesi, creano le condizioni
affinché il soggetto possa attivare le proprie facoltà e
capacità e non aderisca passivamente a modelli esterni
che risulterebbero comunque imposti e non
interiorizzati. Stiamo parlando di un apprendimento
ecologico in grado di valorizzare la diversità delle
intelligenze e la dimensione affettiva ed emotiva del
bambino, del ragazzo e dell’adulto. Le proposte educative hanno come finalità prima quella
di educare ad un pensiero ecologico, in grado cioè di
promuovere nel bambino e nel ragazzo un “pensare per
relazioni”: che tenga conto delle connessioni e delle
dipendenze, che riesca ad interpretare in modo integrato
ed interdisciplinare il mondo della natura e il mondo
della cultura.
La proposta mira a promuovere un apprendimento
integrale: al coinvolgimento cioè dell’intera persona
senza limitarsi al semplice messaggio trasmesso dalle
parole. Dimensione affettiva e dimensione cognitiva,
dunque, come componenti fondamentali e complementari
dell’apprendimento che ogni bambino, ogni ragazzo, ogni
adulto può autocostruirsi attraverso il “fare” per
capire e attraverso il “provare” per crescere. Solo in
questo modo è possibile promuovere nei soggetti (in
qualità di attori sociali) le competenze utili e
necessarie per decidere in situazioni di complessità.
Un
apprendimento completo e profondo da parte del soggetto,
si può attuare attraverso le seguenti fasi di lavoro:
- L’esperienza, attraverso le diverse attività proposte
dall’educatore WWF, il metodo esperienziale si avvale di
un’ampia gamma di strumenti educativi quali ad esempio
role-playing, lavori di gruppo, simulazioni, giochi
cooperativi, attività espressive, di contatto sensoriale
e laboratori manuali.
- La riflessione sull’esperienza, che trova occasione
di sviluppo in appositi momenti postesperienziali
condotti attraverso domande guida e confronti fra i
soggetti coinvolti.
- La discussione, prevista in momenti specifici di
“cerchio”, attraverso la realizzazione di elaborati
(plastici, cartelloni, schemi, diorami…) che
rappresentano quanto acquisito dai soggetti durante le
attività.
- La conoscenza come ultima fase dell’apprendimento.
Questi, dunque, i presupposti fondamentali per diventare
dei “critici costruttivi”: la conoscenza che il soggetto
si è autocostruito attraverso stimolanti esperienze
d’apprendimento lo rende sicuramente un attore attivo
della nostra società in grado di decidere (sulla base di
regole e processi interiori coscienti) quali azioni
intraprendere nei diversi tipi di situazioni ambientali
(naturali o sociali) in cui si trova ad operare.
“Fare” per capire. “Provare” per crescere.
È essenziale,
in ogni percorso di apprendimento, il rapporto diretto e
concreto con elementi e fenomeni della realtà; rendere
le cose dirette e concrete per le persone significa
costruire esperienze reali, fortemente contestualizzate,
che implicano coinvolgimento operativo, cognitivo ed
emotivo. I fatti sono conoscibili solo quando colpiscono
i nostri sensi nel contesto di un’esperienza emotiva.
Apprendere dall’esperienza coincide in gran parte con
riflettere e ristrutturare se stessi. Per tale motivo i
programmi si articolano più che mai su una metodologia
partecipata, attiva, attraverso la quale i
piccoli-grandi visitatori saranno coinvolti in alcune
peculiari esperienze educative, le uniche in grado di
consentire al soggetto di acquisire e manifestare
competenze e intelligenze attivando autonomi o
collettivi percorsi di ricerca e di crescita.
Esperienze magiche, avventurose e coinvolgenti
costituiscono il fulcro della proposta educativa secondo
la disciplina dell’Interpretazione Ambientale. I
bambini/ragazzi in visita alla Riserva Ripa Bianca non
verranno “bombardati” con sterili informazioni fini a se
stesse; gli operatori del CEA, attraverso peculiari
esperienze in natura, determineranno un coinvolgimento
emotivo e partecipativo del gruppo... sarà poi
l’esperienza stessa a trasmettere messaggi, contenuti e
concetti. |