via Zanibelli 2, 60035 Jesi  –  tel/fax 0731 619213 –  info@riservaripabianca.it 

Illustrazione di Anna Maria Prola per gentile concessione dell'Orsa di Fulco Pratesi.

COS'E' UN AMBIENTE AGRICOLO?

L’ambiente agricolo deriva da una ambiente naturale che l’uomo ha modificato per poter coltivare le piante ed ottenere i frutti che desidera. Il campo coltivato si presenta meno diversificato di un ecosistema naturale, con una minor presenza di specie sia vegetali che animali. Un ecosistema naturale è un ecosistema chiuso mentre il territorio agricolo è un sistema aperto, cioè non tutta la biomassa prodotta ritorna in ciclo in quanto una parte viene asportata dall’uomo. L’elemento fondamentale dell’ambiente agricolo è sicuramente il terreno. Esso viene continuamente lavorato (rivoltato e disgregato) in quanto con la coltivazione delle piante si compatta e diventerebbe inospitale per le colture seguenti. Deve essere anche adeguatamente concimato per rimpiazzare i nutrienti che se ne vanno con l’asporto delle colture e dei frutti. Il terreno agricolo è formato per un 50% dalla fase solida mentre per un restante 25% dall’aria e per l’altro 25% dall’acqua. La fase solida è formata da sostanze minerali, sostanza organica e organismi viventi che a loro volta si suddividono in fauna e flora terricola. Il terreno si suddivide in uno strato superiore denominato strato attivo o suolo che va dalla superficie a fin dove arrivano le lavorazioni (generalmente ospita la maggior parte delle radici) e da uno strato inferiore che prende il nome di strato inerte o sottosuolo dove le radici si spingono solo per ricercare l’acqua.


AREA DIDATTICA AGRICOLTURA SOSTENIBILE

Per un’agricoltura ecologica, un’alimentazione sana e l’incremento della biodiversità
L’area didattica si estende su un’area di circa un ettaro e vede la presenza di appezzamenti dimostrativi di colture caratteristiche del territorio gestite con pratiche agricole biologiche. Nell’area sono state predilette specie e varietà agricole una volta diffuse e oggi a rischio di estinzione, soppiantate dalle varietà di colture industriali. Il progetto nasce dalla constatazione che per il nostro territorio la pratica agricola è fondamentale: per la nostra tradizione, per la nostra economia, per il nostro patrimonio paesaggistico e naturale. Diventa allora fondamentale, per la salvaguardia dell’ambiente, della biodiversità e del nostro paesaggio, iniziare a diffondere nuovi principi legati ad un’agricoltura ecologica e sostenibile, ad un’alimentazione sana, ad un’economia locale basata sulle filiere corte. In particolare troviamo importante praticare attività di educazione ambientale legate a queste tematiche rivolgendoci in particolar modo alle scuole e alle famiglie per ricreare legami con il proprio territorio, con le stagioni e i ritmi della natura, con la storia e le tradizioni dei nostri nonni, per un futuro sostenibile vissuto da persone responsabili e sensibili. Nell’area saranno organizzate inoltre, per agricoltori ed appassionati, attività di informazione e formazione sul tema dell’agricoltura biologica, dei miglioramenti agroambientali e della multifunzionalità in agricoltura. La finalità dell’area è scopo didattico e dimostrativo e non produttivo. I prodotti ottenuti saranno utilizzati per attività educative.


SUDDIVISIONE DELL’AREA
 

La siepe campestre
Sul perimetro dell’area didattica sono state piantumate delle siepi, pratica importante da recuperare per le sue importanti funzioni schermanti, frangivento, come sito di alimentazione e nidificazione della fauna. Le essenze arboree ed arbustive sono state piantumate secondo un criterio funzionale alla didattica: si sono realizzate così la siepe dei frutti minori, la siepe delle piante tintorie, la siepe per l’avifauna e la siepe per le farfalle

Il frutteto dei sapori dimenticati
Negli ultimi decenni le varietà tradizionali di frutta che si trovavano nelle nostre campagne sono state quasi completamente sostituite da varietà più produttive e comerciali, con la perdita irreparabile di un patrimonio genetico prezioso per la biodiversità e per la nostra memoria gustativa, olfattiva e visiva. Per la salvaguardia della biodiversità, della tradizione e per riscoprire sapori dimenticati, è stato deciso di allestire un frutteto con alberi da frutto di varietà antiche e locali.

I seminativi tradizionali
L’area dei seminativi è stata dedicata alla coltivazione biologica di cereali e leguminose tradizionali. Gli appezzamenti sono intercalati da filari di ulivi, riprendendo l’antica “Alberata” marchigiana.

L’arnia didattica
In prossimità del vigneto e del campo delle officinali, lontano dai passaggi più frequenti, è stata collocata un’arnia per l’allevamento delle api ad uso didattico.

Il vigneto biologico
Area dedicata alla coltivazione dell’uva con tecnica biologica. Le varietà scelte sono tutte tradizionali dei nostri vini. Su un filare è stata ripresa la tecnica dell’allevamento a folignata e a conocchia, per memoria storica legata alla nostra tradizione. Al limite del campo, sono stati piantumati dei salici e degli aceri (alberi legati all’allevamento della vite).

Il campo dei profumi
Area dimostrativa per la coltivazione di erbe officinali ed aromatiche. L’intento è quello di promuovere un’“educazione” ai profumi e al riconoscimento delle essenze, per valorizzare il recupero di queste coltivazioni, un tempo tradizionali nel nostro territorio. Le essenze che sono state scelte sono per la maggior parte tipiche dell’ambiente marchigiano.

Il Pollaio didattico
Allevamento di razze tradizionali di animali da cortile e promozione una modalità di conduzione sostenibile e sinergica con le altre parti dell’area interessata (orto e compost). E’ stata ripresa la tecnica della cova naturale e rispettato il ciclo biologico dell’animale.

L’ orto biologico dei nonni
L’area adibita ad orto è curata da 9 persone che hanno aderito al progetto “Il nonno coltiva: adotta un orto biologico”: un progetto di integrazione intergenerazionale e di continuità spaziale (Riserva - città) che mira alla trasmissione di saperi e cultura contadina e che offre la possibilità di coltivare un orto familiare biologico a cittadini di Jesi.

L’ area compostaggio
Percorso che evidenzia l’utilità di recuperare gli scarti organici mediante la tecnica del compostaggio, una preziosa risorsa in agricoltura.

Lo stagno
In una porzione del campo è stato allestito uno stagno per attrarre animali utili all’agricoltura biologica e alimentato con riuso dell’acqua piovana.

L’area a vegetazione spontanea
Nell’area perimetrale dello stagno è presente un prato spontaneo funzionale all’osservazione e lo studio delle piante spontanee.

scarica la mappa dell'area (.pdf)


PROGETTO DI ORTI SOCIALI E DIDATTICI
“IL NONNO COLTIVA: ADOTTA UN ORTO BIOLOGICO"

Molte delle persone anziane che vivono a Jesi hanno avuto un passato in campagna e spesso sono state trapiantate in città per motivi lavorativi o famigliari, senza avere avuto più l’opportunità di esprimersi nei lavori agricoli. Molti di questi però, hanno conservato nel loro cuore e nella loro memoria quel legame diretto con la terra che era stato vissuto in gioventù; un ricordo ancora vivo e radicato nella cultura del saper fare e del rendersi utile, che però, più l’età avanza, più diventa uno di quei nodi che generano tristezza e avvilimento all’anziano che si sente inutile. Saperi preziosi e memorie uniche si stanno inoltre perdendo sempre più, e sempre più labile è il passaggio generazionale di conoscenze e testimonianze. Il progetto, avviato nell’ottobre 2008, si è proposto di coinvolgere queste persone anziane, ad “adottare” un pezzetto di terra in cui poter fare un proprio orto, seguendo i principi dell’agricoltura biologica. Nove nonni sono stati selezionati in seguito ad un bando divulgato nella città di Jesi riservato agli over 60. Ad ognuno è stata assegnata una parcella di orto di circa 100 metri quadri che viene coltivata con passione e costanza nel rispetto della natura. I nonni beneficiano dei prodotti del proprio orto, che è altresì agibile e visitabile a scopo didattico dalle scolaresche in visita.


GLI OBIETTIVI DEL PROGETTO

  • Dare l’opportunità a delle persone anziane di tenere un proprio orto gratuitamente e di impiegare il loro tempo libero praticando una passione da molti non realizzabile altrimenti.
  • Creare un canale culturale di comunicazione intergenerazionale anziani – ragazzi.
  • Proporre un contesto di socialità alternativo rispetto ai consuetudinari luoghi frequentati dagli anziani.
  • Potenziare il gruppo di volontari affezionati all’Oasi

Approfondimenti "La Fauna dell'Ambiente Agrario" "La siepe: un bosco in miniatura" Agricoltura Biologica Il Paesaggio Agrario Compostaggio 1 Compostaggio 2 Compostaggio 3

Approfondimenti

"la Fauna dell'Ambiente Agrario"
"La siepe: un bosco in miniatura"
Agricoltura Biologica
Il Paesaggio Agrario