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LA RICONQUISTA DELLA NATURA La cava di S.
Biagio è una profonda ferita del paesaggio operata
dall’uomo per estrarre la ghiaia. Da alcuni anni
l’attività estrattiva si è conclusa e la natura sta
riprendendo il sopravvento. La grande depressione che le
ruspe avevano scavato si è ora ricoperta d’acqua. Il
suggestivo laghetto occupa più di 2 ettari di superficie
e raggiunge una profondità massima di poco superiore ai
4 metri. Il bacino e le sponde che lo circondano, oltre
ad avere una grande importanza naturalistica, hanno
anche un prezioso valore didattico, perché mostrano la
capacità della natura di rimarginare le ferite prodotte
dall’uomo.
I primi arbusti in grado di colonizzare le pareti
scoscese che delimitano il laghetto sono i rovi (Rubus
ulmifolius) e la cannuccia di palude ( Phragmites
australis). Vicino alle sponde troviamo alcuni alberi di
salice (Salix sp.), di pioppo nero (Populus nigra) e
di ontano (Alnus glutinosa).
È il regno dei grandi ardeidi, ma anche di specie di uccelli di dimensioni più
piccole come l’usignolo di fiume (Cettia cetti), il lui
piccolo (Phylloscopus trochilus) e il coloratissimo
martin pescatore (Alcedo atthis). In alcune zone del
lago, sulle sponde, a pochi centimetri d’acqua, si sono
sviluppati rigogliosi canneti. È qui che nidifica il
cannareccione (Acrocephalus arundinaceus), che arriva
dall’Africa in primavera e si fa subito sentire grazie
al caratteristico canto territoriale.
Si nasconde nel canneto anche la folaga (Fulica
atra), riconoscibile per il nero del piumaggio
interrotto soltanto dal bianco della fronte. Più piccola
e più colorata è la gallinella d’acqua (Gallinula
chloropus) che nel folto del canneto costruisce il nido
accumulando sapientemente le cannucce d’acqua., e si può
facilmente osservare il Tuffetto che sembra a
giocare a nascondino con i visitatori. Sul pelo
dell’acqua nuotano le innocue bisce dal collare (Natrix
natrix). Si nutrono di anfibi e piccoli pesci che
catturano producendosi in brevi immersioni. Nascoste tra
la vegetazione o immerse quasi completamente, con i soli
occhi che emergono dall’acqua, troviamo la greca (Rana
italica) e la rana verde (R. esculenta). Nella
vegetazione palustre, sulla superficie dell’acqua e nei
vari ambienti subacquei vivono numerosi insetti, tra i
quali le vistose libellule.
Molti pesci sono stati immessi nel lago e, grazie
alla ricchezza delle sostanze nutritive, sono cresciuti
e si sono riprodotti. Sono oggi presenti i barbi (Barbus plebejus) che smuovono il fondo in cerca di
larve, le anguille (Anguilla anguilla), le alborelle (Alburnus alburnus), le tinche (Tinca tinca) e i
cavedani (Leuciscus cephalus), che predano gli
avannotti delle altre specie, ma includono nella loro
dieta anche larve, insetti e vegetali. Tra le specie non
appartenenti alla fauna italiana, ma ormai diffusi in
tutte le acque interne nostrane troviamo i carassi (Carassius carassius e C. auratus), le carpe (Cyprinus
carpio) importate addirittura dai romani e i persici
trota ( Micropterus salmoides), predatori di pesci e di
piccoli anfibi, originari del Nord America.
LA GARZAIA
Di notevole interesse naturalistico è la presenza
dell’unica garzaia censita nelle Marche dove nidificano
nitticore (Nyctycorax nyctycorax), garzette (Egretta
garzetta), aironi cenerini (Ardea cinerea) e
tarabusini (Ixobrychus minutus). Altre specie
nidificanti in tale ambiente sono la gallinella d’acqua
(Gallinula chloropus), la folaga (Fulica atra), il germano reale (Anas
plathyrhynchos) e il pendolino (Remiz pendolinus).
Tra gli ardeidi di notevole interesse sono le
osservazioni nel periodo estivo dell’airone rosso (Ardea
purpurea), la sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides)
e il tarabuso (Botaurus stellaris).
Tra le specie svernanti troviamo l’airone cenerino (Ardea
cinerea) la garzetta (Egretta garzetta)
l’airone bianco maggiore (Egretta alba), l’airone
guardabuoi (Bubulcus ibis) la folaga (Fulica
atra), il gabbiano reale (Larus cachinnans),
il cormorano (Phalacrocorax carbo) e l’alzavola (Anas
crecca).
Solitamente chiassosa, la garzaia si presenta come un
grande condominio, un luogo straordinario in cui
tarrabusini, garzette, nitticore ed aironi cenerini
nidificano in primavera tra gli alberi del canneto e,
dai comodi capanni di avvistamento, è possibile
ammirarli nella costruzione del nido, in parata nuziale,
in accoppiamento, mentre imbeccano i piccoli al loro
primo volo.
LA NITTICORA
La nitticora (Nycticorax nycticorax) fa parte
della famiglia degli Ardeidi, insieme all’airone
cenerino, all’airone rosso, all’airone bianco maggiore,
alla garzetta, alla sgarza ciuffetto, all’airone
guardabuoi, al tarabuso e al tarabusino.
Quasi la metà della popolazione europea di nitticore
nidifica in Italia in colonie chiamate garzaie.
All’inizio degli anni ’90 si contavano in Italia circa
20.000 coppie nidificanti sulle circa 40.000 europee.
Per fortuna oggi sono molte di più.
Nella maggior parte dei casi nidifica insieme alla
garzetta e agli altri aironi. Costruisce rozzi nidi
fatti di un intreccio di rametti sui pioppi, sui salici,
nei cespugli e talvolta anche tra le canne. Depone in
media 2-3 uova e i giovani lasciano il nido dopo 40-50
giorni. Generalmente, a parte il periodo della
nutrizione dei piccoli, ha abitudini notturne.
Di giorno passa le ore di riposo in dormitori sugli
alberi che lascia al tramonto per volare in cerca di
nutrimento negli ambienti acquatici, come fiumi,
marcite, paludi e risaie. Cattura principalmente anfibi
(rane e girini), pesci, crostacei, insetti acquatici,
ecc.
È una specie migratrice e la maggior parte degli
individui giunge in Italia dall’Africa, dove sverna nei
grandi bacini fluviali poco a nord dell’equatore. Le
prime nitticore giungono in Italia a metà marzo e gli
arrivi si susseguono fino agli inizi di maggio.
Migra di nuovo verso l’Africa tra gli inizi di
settembre e i primi giorni di novembre. Alcuni individui
però svernano in Europa meridionale, come in Italia e
Spagna.Per conservare l’importante popolazione di
nitticore nidificante in Italia, è necessario tutelare
tutte le garzaie e gli ambienti umidi dove trovano il
nutrimento. Anche nelle zone protette è raccomandabile
operare con interventi mirati a mantenere la vegetazione
nello stato più idoneo per la nidificazione e a limitare
il più possibile i fenomeni di disturbo.
Approfondimenti
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Fauna e Flora del Lago Artificiale
(disponibile a breve) |
 |
La Nitticora
(disponibile a breve) |
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Osservazioni sulla dinamica dell’avifauna della
garzaia
(disponibile a breve) |
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