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I dolci paesaggi agrari
delle colline marchigiane
ospitano, a volte,
delle particolari forme di erosione
del terreno chiamate
calanchi.
Si tratta di formazioni non
rare lungo le pendici del versante
adriatico dell’Appennino
sulle formazioni argillose
dei terreni che hanno
avuto origine dall’Eocene al
Pliocene, in un arco di tempo di circa
50 milioni di anni. Le argille danno origine
a terreni di facile erosione, dando
origine frequentemente al fenomeno
dei calanchi.
Le piogge cadendo sui pendii dilavano le
formazioni argillose e scorrendo in
superficie scavano ed erodono rapidamente
il terreno. Le superfici erose sono
in maggioranza rivolte a sud, sul versante
esposto al maggior irraggiamento
solare, che provoca sulle componenti
argillose del terreno modificazioni fisicomeccaniche
tali da rendere più efficace
l’azione erosiva delle acque.
LA VEGETAZIONE
Dal punto di vista ecologico questo tipo di ambiente
presenta condizioni
di vita molto difficili per
il manto vegetale. Le piante
dei calanchi infatti sono dei
veri pionieri della colonizzazione
vegetale con particolari
adattamenti morfologici e
biologici.
Il suolo è quasi del tutto privo di materiale
organico e l’erosione mette a nudo le radici delle poche
piante che tentano di svilupparsi nelle zone meno
scoscese. Agli stadi iniziali della colonizzazione
vegetano piante legate alle colture, seguono poi
formazioni prative discontinue e in seguito dove si
presentano le condizioni favorevoli, lungo gli orli dei
calanchi, si possono sviluppare specie legnose, come
biancospini, ginestre, prugnoli e tamerici.
Nei calanchi del versante adriatico dell’Appennino,
dall’Emilia alle Marche, si possono osservare due serie
di associazioni specifiche: una che riguarda le pareti
dei calanchi aridi, instabili e caldi e un altro che
concerne le zone basali, più umide e spesso più stabili.
Sulle pareti la specie più tipica è
l’Assenzio dei calanchi (Artemisia cretacea),
resistente alle aspre condizioni ambientali dotata di un
apparato radicale esteso che penetra a più di un metro
di profondità. Ha inoltre la capacità di avere rigetti
aerei anche sulle porzioni di radici che vengono
scoperte dall’erosione. Insieme a questa pianta pioniera
vivono il grespino dei campi (Sonchus arvensis) e
l’aspraggine comune (Picris hieracioides).
Sulle pareti meno scoscese dei calanchi
vegetano l’enula cepittoni (Inula viscosa), la
costolina annuale (Hypochoeris achyrophorus) e la
gramigna litoranea (Agropyron pungens).
Nella parte basale più umida sono spesso
presenti l’equiseto massimo (Equisetum maximum),
la canna di Plinio (Arundo pliniana) e la festuca
falascona (Festuca arundinacea) insieme alla
tossilaggine comune (Tussilago farfara). Tuttavia
qualunque sia lo stadio di sviluppo del manto vegetale,
prima o poi, l’erosione riprende e cancella tutto il
lento processo di conquista delle piante. Generalmente
dopo piogge torrenziali e prolungate tutto il terreno
viene riportato all’aspetto desertico, nudo e dilavato
tipico dei calanchi.
LA FAUNA
A causa dell’ambiente arido e quasi del tutto privo
dello strato superficiale di humus, la fauna che abita
stabilmente nei piccoli e isolati calanchi è
relativamente povera di specie. Mammiferi, Uccelli e
Rettili frequentano saltuariamente questo tipo di
ambiente, per lo più in occasione di transito o in caso
di necessità, o di rifugio. Alcuni invertebrati come le
cavallette e i cosiddetti grilli che appartengono
all’ordine degli Ortotteri, sono le presenze più comuni.
La caratteristica della maggior parte di questi Insetti
è quella di essere formidabili canterini e di compiere
grandi balzi. Rapportandoli alle nostre dimensioni è
come se fossimo capaci di compiere salti di 70 metri e
più. L’ordine degli Ortotteri si divide nei due
sottordini degli ENSIFERI e CELIFERI.
I primi, come dal nome latino "portatori di spade",
hanno quasi tutte le femmine munite di un ovodepositore
a forma di lunga spada adatto per deporre le uova in
profondità nel terreno.
Si nutrono esclusivamente di vegetali i CELIFERI, le
famose cavallette che possono arrecare gravi danni alle
coltivazioni soprattutto nelle regioni tropicali.
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