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L’AREA FAUNISTICA

L’Area faunistica della testuggine comune Testudo hermanni hermanni, inaugurata nel 1998, è stata predisposta con fini didattico/ conservazionistici nell’intento di far conoscere ai visitatori dell’oasi la Testudo hermanni e di contribuire alla sua salvaguardia. Nell’area faunistica sono presenti 20 individui di T. hermanni (15 femmine e 5 maschi) consegnati in custodia all’Oasi WWF Ripa Bianca dalla Riserva Naturale Regionale Lago di Serranella (Chieti). Si tratta di esemplari affidati al WWF Italia dalle autorità competenti in seguito a sequestri: la cattura e l’allevamento in cattività di tutte le specie europee di testuggini sono, infatti, vietati dalla legge.


LE TESTUGGINI

Famiglia: RETTILI
Ordine: CHELONI
Di questo ordine fanno parte le tartarughe marine e le testuggini, definite “palustri” o “terricole” secondo le loro abitudini di vita. L’aspetto tipico dei Cheloni, pur in presenza di diversi adattamenti (ad esempio le testuggini “a guscio molle” e a “scatola”), è quello ben noto di un animale protetto da una corazza - carapace sul dorso e piastrone sul ventre, saldati lateralmente da un “ponte” - dal quale fuoriescono testa, zampe e coda. Una struttura di successo visto che questi rettili sono comparsi sulla Terra oltre 200 milioni di anni fa e oggi ne esistono complessivamente circa 230 specie diffuse su tutto il pianeta tranne che nelle regioni più fredde.

In Italia sono presenti una specie palustre la Emys orbicularis e tre terricole, Testudo graeca e Testudo marginata, entrambe introdotte dall’uomo, e l’autoctona Testudo hermanni con due sottospecie: Testudo h. boettgeri e Testudo h. hermanni. Per distinguere le testudo Hermanni dalla Greca e dalla Marginata occorre controllare la scaglia sopracaudale: nell’Hermanni è divisa in due scudi, nella Greca è singola e nella Marginata è singola ma incurvata verso l’alto come un merletto.

LA TESTUDO HERMANNI

Frequenta terreni aridi ma ricchi di cespugli, dune e areali litoranei o sub litoranei. Può anche spingersi in zone collinari e persino montane a clima caldo (ad esempio in Sicilia). La T. hermanni è attiva da marzo-aprile sino ad ottobre-novembre. In questo periodo evita comunque le ore più fredde (le testuggini, come tutti i rettili, hanno bisogno di calore per la loro attività), così come quelle più calde della giornata trascorrendole al riparo in buche o tra i cespugli. Si nutre di foglie, bacche e frutti, ma anche di lombrichi, chiocciole e persino escrementi. Nella ricerca del cibo, oltre che dalla vista, è aiutata da un efficiente olfatto. A differenza di quel che molti credono la tartaruga beve, e lo fa volentieri, anche se negli ambienti caldi nei quali vive è spesso costretta ad utilizzare per il suo metabolismo unicamente l’acqua contenuta nei vegetali di cui si nutre. Ai primi freddi cerca ricovero in buche scavate oltre il limite della fascia di terreno soggetta al gelo, dove trascorrerà l’inverno.


LA RIPRODUZIONE

Nelle favole la testuggine terricola è da sempre ritenuta un animale lento, tranquillo e saggio. Pochi sanno che nei paesi dell’Asia orientale è considerata invece il simbolo dell’amore per la veemenza con la quale i maschi - riconoscibili dal carapace leggermente concavo, dalla coda più lunga e dalle dimensioni quasi sempre minori - corteggiano le femmine al momento della riproduzione, arrivando a morderle sulle zampe e a colpirle più volte con la corazza. Non è questo, quello dei colpi, il solo suono emesso nella circostanza dalle testuggini, che pure nell’antichità erano considerate emblema del silenzio, durante l’accoppiamento il maschio emette una sorta di fischio (“fiiib”) distintamente udibile, così come i colpi sulla corazza, anche a parecchi metri di distanza. Gli accoppiamenti si susseguono soprattutto tra primavera inoltrata ed inizio estate; tra giugno e luglio ciascuna femmina depone tra 2 e 12 uova; subito dopo ricopre il “nido” cancellando ogni traccia dello scavo e abbandonando la covata al suo destino. La schiusa avviene dopo un paio di mesi, in Italia quasi sempre in settembre.


LE TESTUGGINI ESOTICHE

Negli ultimi anni si è diffuso in Italia un cospicuo commercio di specie di testuggini palustri esotiche che, acquistate con la speranza che rimangano di ridotte dimensioni, dopo alcuni anni i possessori sono costretti a disfarsene perché non più in grado di accudirle. Purtroppo, però, le reintroduzioni in natura di esemplari di testuggini esotiche (Es. Trachemys scripta elegans) procurano un vero e proprio danno ambientale poiché occupano la stessa nicchia ecologica delle testuggini palustri europee contribuendo alla loro definitiva scomparsa dal nostro ambiente.

 
Chi non fosse più in grado di accudire la propria tartaruga è vivamente pregato di non reintrodurla in natura ma di contattare il personale dell’Oasi al numero
334 6047702
che provvederà a destinarla presso centri di raccolta specializzati.